Crea sito

Bremonte assistenza tecnica riparazione macchine caffè Saeco La Pavoni Jura


Vai ai contenuti

Storia macchina del caffè

Sono gli anni della seconda rivoluzione industriale, invenzioni e scoperte stanno cambiando in maniera radicale il modo di vivere e di pensare; molta gente si sposta dalle campagne alle città e l'emigrazione all'estero alla ricerca di lavoro e benessere è molto forte, l' automobile sta muovendo i primi passi, la luce elettrica nelle città è appena arrivata e Marconi sperimenta in quell'anno il suo telegrafo senza fili.
Il caffè espresso, ad oggi noto in tutto il mondo, è nato a Milano nei primi del '900, in seguito all'invenzione della macchina per produrlo, brevettata dall'ing. Luigi Bezzera nel 1901.
Il brevetto venne aquistato l' anno dopo da Desiderio Pavoni che nel 1905 in una piccola officina di via parini a Milano cominciò a produrre macchine in serie, si dice una al giorno.
L ideale questo è il nome della prima macchina di Pavoni è elegante e veloce, ben presto si afferma nei più prestigiosi bar italiani. Dopo la seconda guerra pavoni si avvale della collaborazione di Giò Ponti uno dei più importanti designer del secolo, nasce "la cornuta" una delle più famose macchine per il caffè.
E' del 1905 anche la nascita a Torino della Victoria arduino fondata dall' ing. Pier Teresio Arduino artefice di macchine fra le più belle mai costruite, che si affermeranno nei barcaffè di tutta europa. "Victoria" in onore della moglie ha come simbolo inconfondibile un aquila reale. Le prime macchine hanno un riscaldamento a benzina e caldaia da 50 litri, con esse nasce anche una delle primissime macchine a uso familiare, la mignon un lusso che solo pochi si potevano permettere.
Nel 1906 Alla prima fiera internazionale di Milano la macchina da caffè espresso è una delle novità più ammirate.
Milano in quegli anni era un fervore di attivita di piccole botteghe artigiane e piccole industrie che nascevano a ritmo frenetico sostituendosi sempre più rapidamente all' economia rurale e proiettandola a diventare in breve tempo la capitale industriale d' Italia.
Sono molte le piccole aziende che nascono in quegli anni e in quelli a venire che si dedicano alla produzione di macchine per il caffè

Nel 1912 anche Giuseppe Cimbali in una bottega nel centro di milano intitolata "Cimbali Giuseppe -ramiere idraulico"iniziò a produrre parti meccaniche di macchine da caffè.
Nel 1927 Roberto Rancilio fonda le officine meccaniche RR a Parabiago e inizia a costruire la sua prima macchina da caffè " la regina"
Nel 1945 Ernesto Valente fonda sempre a Milano la fabbrica apparecchiature elettromeccaniche e affini FAEMA

Negli anni trenta un certo sig. Cremonese tecnico in un azienda di torrefazione inventa e brevetta un pistone a vite che spingeva l'acqua attraverso il caffè.
Alla sua morte la vedova Rosetta Scorza cercò di vendere il brevetto senza riuscirci ai produttori dell' epoca.
Nel 1938 Achille Gaggia proprietario di un bar a Milano, dopo anni di prove brevetta un pistone a vite rotativo e nel 1947 dopo la guerra inizia la produzione di macchine in serie con un pistone non più rotativo ma a leva; questa fu un' idea propria di Gaggia che però dovette corrispondere a Rosetta Scorza un compenso per l'utilizzo del suo brevetto.
Sia il brevetto Gaggia che il brevetto Scorza differivano però completamente dal brevetto a leva presentato da Gaggia nel 1947

Per arrivare a trovare una produzione in serie di macchine da caffe espresso ad uso familiare bisogna aspettare il 1961 quando La Pavoni esce sul mercato con europiccola.
Il periodo storico è quello del boom economico del dopo guerra, dopo la lavatrice, la lambretta, il televisore e la fiat 600 ecco arrivare anche la macchina caffè espresso e guarda caso è ancora Pavoni che presenta una macchina compatta e bellissima vero oggetto d'arredamento e design.
E' però negli anni 80 che la macchina caffè espresso ad uso famigliare si diffonde capillarmente e questo avviene grazie a Gaggia che nel 1977 comincia a produrre la baby gaggia un modello ormai storico nella sua caratteristica forma e dall'inconfondibile colore arancione, la baby è molto robusta, adotta il braccetto portafiltro e il gruppo inferiore come quello della macchina da bar, il corpo caldaia è in lega di alluminio ma la sua grande forza è soprattutto la pompa un' alternativa da 15 atmosfere che permette estrazioni anche da caffè macinati molto fini. In combinazione col macinacaffè sempre Gaggia è come avere un bar a casa.
In quegli anni quasi tutti i produttori di macchine da bar si mettono a produrre modelli a uso casalingo senza però riuscire a scalfire lo strapotere di Gaggia.
E' invece del 1981 la nascita di Saeco azienda emiliana che porterà negli anni a seguire delle vere e proprie rivoluzioni nelle macchine e nel modo di fare il caffè.
Sulle macchine tradizionali inventa un sistema nel braccio portafiltro che permette di ottenere un caffè corposo e cremoso senza avere una macinatura particolarmente precisa (braccio pressurizzato) ma è soprattutto con l'inizio della produzione di macchine automatiche che Saeco si affermerà sul mercato oscurando la stella di Gaggia.
La prima è la "superautomatica" basta schiacciare un tasto e il caffè è bello e pronto macina, dosa, comprime ed eroga tutto da sola. E' una macchina quasi completamente meccanica pilotata da un timer e una serie di microinterruttori il cuore del sistema è il "gruppo" in materiale plastico che si rivela particolarmente robusto ed affidabile.
Nel 1993 inizia la produzione della "magic de luxe" controllata da una scheda elettronica che porterà saeco a diventare il maggiore produttore mondiale di macchine caffè espresso ad uso familiare.

Home Page | Dove siamo | I nostri servizi | Saeco | La Pavoni | Jura | Storia macchina del caffè | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu